Habitat a praterie di Posidonia oceanica

Foto di Alessandro Tommasi

Posidonia oceanica (L.) Delile è una fanerogama marina, endemica del Mar Mediterraneo; è organizzata in radici, fusto (detto rizoma) e foglie e produce fiori e frutti.

I rizomi si accrescono sia in senso orizzontale (rizoma plagiotropo) sia verticale (rizoma ortotropo). I rizomi plagiotropi hanno la funzione di ancorare la pianta al substrato, grazie alla presenza di radici sul lato inferiore, e di consentire la colonizzazione di nuove aree. I rizomi ortotropi invece, crescendo in altezza, contrastano il progressivo insabbiamento dovuto alla sedimentazione. Lo sviluppo in verticale determina un progressivo innalzamento del fondo, che dà origine a una tipica formazione chiamata matte. La matte è costituita dall’intreccio di più strati di rizomi e radici di vecchie piante e dal sedimento intrappolato tra questi elementi.

Le foglie sono di colore verde intenso, nastriformi e con apici arrotondati. Le foglie sono disposte in fasci, ognuno dei quali ne contiene circa 6 o 7, e sono distribuite a ventaglio: le più vecchie, di maggiore lunghezza, sono localizzate esternamente al fascio, mentre le più giovani, di taglia inferiore, si trovano nella parte interna.

P. oceanica presenta modalità di riproduzione asessuata e sessuata. La riproduzione asessuata avviene mediante stolonizzazione, ovvero attraverso la moltiplicazione e l’accrescimento dei rizomi plagiotropi ed ortotropi. La riproduzione sessuata avviene mediante produzione di infiorescenze recanti 3-5 fiori ermafroditi. Dai fiori maturano i frutti che, staccatisi dalla pianta, galleggiano fino alla rottura del pericarpo che libera il seme, dal quale si svilupperà una nuova pianta.

Quando P. oceanica incontra condizioni ambientali favorevoli, colonizza vaste aree di fondo marino, formando ampie distese chiamate praterie. Le praterie si estendono dalla superficie fino a circa 3035 metri di profondità, spingendosi oltre i 40 metri in acque particolarmente limpide. Esse sono caratterizzate da densità variabile, normalmente decrescente all’aumentare della profondità.

P. oceanica è presente comunemente su substrati mobili come sabbia, talvolta mista a fango, ma si può trovare anche su fondi detritici e rocciosi. Per quanto riguarda l’estensione, una prateria è definita da un limite superiore e da un limite inferiore. Il limite superiore corrisponde alla batimetria più superficiale alla quale ha inizio la prateria ed è sempre molto netto, mentre il limite inferiore, ovvero la batimetria più profonda in corrispondenza della quale termina la prateria, può avere conformazioni diverse (Meinesz e Laurent, 1978; Pergent et al., 1995).

Le praterie di P. oceanica svolgono un ruolo di estrema importanza per la protezione dell’ambiente costiero, in quanto stabilizzano i fondi mobili e difendono le coste dall’erosione. Le onde e le correnti vengono infatti smorzate dall’azione frenante della matte e delle foglie e il sedimento in transito viene trattenuto in parte dalle foglie e dal sistema dei rizomi.

Le praterie di P. oceanica rappresentano inoltre una biocenosi molto complessa e ben strutturata, caratterizzata da un’elevata variabilità biologica delle comunità vegetali e animali che la compongono (Buia et al., 2000). Tale biocenosi è costituita dalla sovrapposizione di differenti popolamenti: quello fotofilo associato allo strato fogliare, e quelli sciafili associati ai rizomi e alla matte (Mazzella et al., 1989; Gambi et al., 1992; Buia et al., 2003). Le specie associate allo strato fogliare sono spesso presenti solamente su P. oceanica; le specie associate ai rizomi, invece, non presentano elementi esclusivi e caratteristici così peculiari, in quanto simili alle specie sciafile dell’infralitorale o del coralligeno circalitorale, in funzione della profondità e della quantità di luce corrispondenti (Boudouresque, 1968; Piazzi et al., 2002). L’ecosistema a P. oceanica costituisce inoltre area di nursery per gli avannotti dei pesci e rappresenta un rifugio per un grande numero di organismi, tra cui numerose specie di Pesci, Molluschi Cefalopodi e Crostacei, anche di notevole importanza economica (Francour, 1997).

Le praterie di P. oceanica sono caratterizzate infine da elevata produzione di ossigeno, elevata biomassa vegetale e da una produzione primaria tra le più alte, a livello mondiale, per l’ambiente marino (Pergent et al., 1994; Pergent-Martini et al., 1994). Inoltre, le praterie di P. oceanica sono in grado di sequestrare grandi quantità di carbonio e quindi grandi quantità di anidride carbonica dall’atmosfera (Mcleod et al., 2011), riuscendo così ad ossigenare notevolmente le acque costiere.

Le principali cause di regressione delle praterie sono da collegare alla crescente pressione antropica agente sull’ambiente costiero (quali l’inquinamento delle acque, la realizzazione di opere costiere, la posa di cavi e condotte sottomarini) che determina effetti sulla prateria essenzialmente riconducibili alle variazioni di torbidità della colonna d’acqua e alle variazioni dei tassi di sedimentazione. In particolare, l’aumento di torbidità, con la conseguente riduzione della trasparenza delle acque, riduce la capacità fotosintetica della pianta e risulta essere una delle cause più frequenti di regressione delle praterie (Larkum e West 1983; Duarte 1991). La variazione dei tassi sedimentari sotto costa, indotta dalla realizzazione di opere costiere può anch’essa creare seri problemi alla sopravvivenza delle praterie, nel primo caso favorendone l’insabbiamento e il conseguente soffocamento (Marbà e Duarte 1997; Manzanera et al., 1998), nel secondo promuovendo lo scalzamento dei rizomi e rendendo quindi la prateria più sensibile ai fenomeni erosivi (Jeudy de Grissac, 1979; Astier, 1984).

Significativi impatti sulle praterie sono riconducibili anche alle attività di pesca a strascico. Nello specifico, l’uso ripetuto di attrezzi da traino sul fondo marino riduce in gran parte la densità e la copertura delle piante, attraverso la rottura dei rizomi, l’eradicazione dei fasci fogliari e indebolimento della matte. Inoltre, la pesca a strascico mette in sospensione i sedimenti e altera la struttura del substrato, aumentando la torbidità e influenzando al contempo la fotosintesi. La lenta ricrescita delle fanerogame marine inoltre prolunga l’impatto della pesca a strascico, che a volte può durare decenni (González-Correa et al. 2005; Boudouresque et al., 2006; Luff et al., 2019).

Per le sue peculiari caratteristiche ecologiche l’habitat praterie di P. oceanica rappresenta un hotspot di biodiversità mediterranea ed è riconosciuto “habitat prioritario” sensu Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat), mentre a livello di specie Posidonia è protetta da diverse convenzioni internazionali (Convenzione di Barcellona-Protocollo SPA/BIO e Convenzione di Berna).